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Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali bacchetta “alcuni esponenti politici anche di governo” che in questi giorni lamentano la tutela della privacy come un ostacolo ad una radicale lotta all’evasione fiscale, una lamentela che bolla come “grossolana sciocchezza e una colpevole ignoranza”.

Intervenuto ai microfoni di Zapping Radio 1, riguardo alla posizione di considerare la privacy un ostacolo alla lotta all’evasione, Soro ha commentato: “Se non fosse una grossolana sciocchezza e una colpevole ignoranza delle leggi e dei fatti ci sarebbe da ridere”.

“L’evasione fiscale – ha ribadito il Garante – rappresenta uno dei fenomeni di più acuta ingiustizia sociale, un fenomeno odioso che suscita rabbia e risentimento di quanti sono leali con il fisco e che in tale contesto alcuni esponenti politici anche di governo e diversi commentatori non trovino di meglio che indicare l’untore, il nemico opportuno, il vero colpevole nel Garante che per una stravagante idea di diritto e dei diritti ostacola la giusta lotta contro gli evasori.”

E se il sottosegretario all’Economia Cecilia Guerra ha ricordato che il diritto alla privacy non vuol dire diritto di evadere le tasse, Soro risponde: “E ci mancherebbe, sono affermazioni che nella migliore delle ipotesi sono figlie di una conoscenza insufficiente non solo dei provvedimenti del Garante ma anche delle leggi sul contrasto all’evasione”. Il presidente dell’Autorità Garante ha infatti ricordato: “Si dice che non possiamo raccogliere e incrociare i dati necessari per individuare i profili dei contribuenti a rischio evasione ed è falso, perché l’Agenzia delle entrate da diversi anni sulla base di norme vigenti raccoglie dati relativi a oltre 700 milioni di conti correnti e altri rapporti finanziari degli italiani, i dati relativi ai conti deposito, finanziamenti, obbligazioni fondi pensioni, persino acquisto e vendita di oro, mutui, locazioni, contributi Inps, erogazioni liberali, utenze varie… e su tutte queste cose il Garante non si è mai opposto”.

Il problema infatti è un altro, cioè, come trattare questi dati, in sicurezza.

“Si dice – ha proseguito Soro – che il Garante impedisce di profilare gli italiani: dal 2011 la legge consente e fa obbligo all’agenzia delle entrate di profilare gli italiani, l’algoritmo del fisco setaccia una miriade di informazioni registrando gli scostamenti, ma la fase successiva, che non è automatizzata, è quella più difficile è quella in cui occorre verificare se i singoli casi ripondono all’esattezza dei dati, e richiede il contraddittorio”, quindi “abbiamo preteso la protezione del dato, il tema della privacy viene dopo perché se il dato non è esatto non si può combattere l’evasione, e abbiamo preteso canali sicuri di trasmissione dei dati perché se non si usano canali sicuri i dati sono a rischio di qualsiasi violazione e frode gli attacchi informatici, che si prevengono proteggendo i dati, e questo non è un ostacolo è un contributo fondamentale perché si possa fare un contrasto serio all’evasione fiscale”.

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